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Rallentamenti apparentemente marginali possono accumularsi fino a compromettere tempi di consegna e marginalità.
Individuarli mentre si verificano permette di intervenire prima che il problema coinvolga l’intera commessa.
Per farlo servono dati aggiornati e una visione chiara dell’avanzamento della produzione.
Un ordine in ritardo nasce molto prima della data di consegna: una lavorazione in attesa, un passaggio non registrato, un reparto rallentato o un’informazione arrivata troppo tardi.
Il vero costo si accumula proprio in questi piccoli rallentamenti del processo.
In molte aziende i dati di produzione vengono ancora raccolti a fine turno, inseriti manualmente o ricostruiti soltanto quando una commessa mostra già delle criticità.
A quel punto si sa che qualcosa non ha funzionato, ma diventa più difficile individuare dove si è creato il rallentamento, quanto tempo è stato perso e se il problema tende a ripetersi.
Rilevare in modo puntuale tempi di lavorazione, avanzamenti, attese e fermi permette invece di avere una fotografia aggiornata della produzione e confrontare quanto sta accadendo con quanto era stato programmato.
In questo modo è possibile riconoscere tempestivamente uno scostamento, intervenire sul reparto o sulla fase interessata e valutare l’impatto sulle attività successive.
La gestione dei tempi diventa così uno strumento operativo: non serve soltanto a sapere quanto è durata una lavorazione, ma soprattutto a individuare i ritardi quando è ancora possibile evitarne le conseguenze.